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Palazzo Cerio, faceva parte del complesso dei conti Arcucci noto nel medioevo come "Case Grandi" che comprendeva il Palazzo Farace, dove oggi è la Biblioteca del Centro e il Palazzo Vanalesti, sede dell'Azienda di Soggiorno e Turismo.

Il complesso, residenza di Giovanna Ia d'Angiò, fu costruito nel 1372 dal conte Giacomo Arcucci segretario della regina, conte di Altamura, signore di Minervino e primo signore di Capri fra il 1371 e il 1374 a cui si deve anche la Certosa di S. Giacomo e l'ampliamento della chiesa di San Costanzo. Vera e propria residenza fortificata, il complesso sorgeva isolato ma a poca distanza dalla principale porta cittadina, dominando i lati nord e sud dell'isola. L'edificio si ergeva per quattro piani ed era dotato di piede a scarpa, di una passerella lignea e di caditoie utilizzate per la difesa.

Il palazzo comitale, che ospitò la regina Giovanna, rimase di proprietà degli Arcucci fino al 1683; acquistato e ristrutturato dalla famiglia Feola, venne ereditato dai Cerio. Nel 1768 monsignor Gamboni, vescovo di Capri, vi aprì un orfanatrofio femminile mentre nell'Ottocento fu ingrandito e assunse la configurazione attuale, ospitando per un breve periodo un albergo. Dal 1949 Palazzo Cerio ospita il Centro Caprense.

Ignazio Cerio, nacque a Giulianova d'Abruzzo nel 1840, amò profondamente l'isola tanto da risiedervi stabilmente fin dal 1868 e vi rimase fino alla morte avvenuta nel 1921. Medico condotto sull'isola, quest'uomo eclettico, appassionato di preistoria e di scienze naturali, per più di cinquant'anni collezionò conchiglie, fossili, rocce, piante e reperti archeologici provenienti da Capri e da altre parti del mondo, promuovendo studi scientifici e intrattenendo rapporti con i più noti studiosi del tempo.

Suo figlio, l'ingegnere e scrittore Edwin Cerio dopo aver a lungo lavorato in Italia, Germania e Sudamerica decise di lasciare la professione di ingegnere navale. Nel 1920, divenne sindaco di Capri e decise di dedicarsi all'isola che tanto amava attraverso le attività promosse con il Centro Caprense a cui la cognata Mabel Norman, pittrice americana del Rhode Island, donò la sede attuale ed i mezzi per renderlo operante.

Sua figlia, Laetizia Cerio, fu Presidente a vita del Centro Caprense fino al 1997, anno della sua morte, promuovendo manifestazioni culturali di valenza nazionale ed internazionale.

Eretto ad Ente Morale con Decreto del Presidente della Repubblica del 20 ottobre 1949, il Centro non ha scopo di lucro, è composto da una cinquantina di soci ed amministrato da un Consiglio Direttivo composto di otto persone.

Il Centro Caprense Ignazio Cerio ha per scopo la promozione, anche in collaborazione con altri Enti, delle attività che illustrino l'importanza storica, naturalistica ed artistica di Capri. Esso si prefigge, inoltre, di incoraggiare qualsiasi iniziativa che arricchisca la vita culturale dell'Isola, comprendendo in ciò anche la difesa delle sue bellezze naturali, con esclusione di qualsiasi attività di carattere religioso o politico.

Il Centro Caprense comprende la Biblioteca ed il Museo. La biblioteca contiene codici autografi, carteggi, documenti musicali, volumi e opuscoli su Capri a partire dal Seicento. Ospita l'Archivio Carelli con manoscritti su Capri, un'emeroteca e una fototeca.

Il Museo è composto di quattro sale. La sala geo-paleontologica offre l'opportunità di comprendere l'origine di Capri e gli organismi fossili rinvenibili nelle sue rocce. Oltre al materiale raccolto da Ignazio Cerio nuovo materiale è stato aggiunto nel 2000 per completare l'allestimento della sala. Nella sala paletnologica sono esposti reperti relativi alle più antiche scoperte effettuate dal Cerio sull'isola. Nella sala di archeologia classica sono riuniti tutti i reperti provenienti dall'isola generalmente databili al I° sec. d.C., cioè alla prima età imperiale e dei quali sarà possibile osservare le tecniche di fabbricazione. La sala di Biologia conserva numerosi organismi animali, marini e terrestri, provenienti dall'Isola di Capri.

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